Post del: 10/11/2006
 

    Roma Divina Urbs. Feroci trombe di battaglia aprono questo poema e a quanto pare anche il primo post dopo (Dio…) quasi un anno.

 

    Ci è voluta questa canzone, dal significato più o meno discutibile, certo, ma intrisa di sincera passione ardente… unta della stessa ferocia con cui componevo la mia musica… canzoni scritte di getto per non perdere il filo del pensiero corrente… fotografie in bianco e nero infilate tra le corde di una chitarra…

 

    Hika… anche tu sei stata colpevole del mio ritorno… unica traccia del passato di questo blog. In un certo senso questo post è dedicato alla sontuosa eleganza della tua scrittura, e alla vorticosa complessità della tua mente.

 

    Roma Divina Urbs. Da quasi un anno non la ascoltavo… un anno in cui raramente sono riuscito a perdermi in una canzone tanto sincera.

 

    Un anno. Un anno meraviglioso come i precedenti… un altro anno che non cambierei per nulla al mondo. Un anno prezioso da chiudere nel cassetto assieme agli altri 19… un anno pieno e denso di occhi, labbra e mani… denso di voci e odori. Un anno denso di anime… dei migliaia di volti che costituiscono il mio essere e continuano a formarlo, ad aggiungervi qualche piccolo pezzo di tanto in tanto.

    E paradossalmente è proprio questa continua crescita a farmi rendere conto di essere sempre lo stesso… sempre lo stesso bambino paffuto vestito da cow boy con i baffi disegnati sul viso… odore di carnevale e di sughero bruciato… e quella curiosità che mi porto ancora stretta da allora.

    Curiosità… per quanto mi sforzi non c’è parola che meglio possa servire a descrivermi… perché troppo forte è il fascino che esercitano su di me le altre vie… tutti i possibili binari che potrei percorrere ma che mi sono vietati dalle scelte che ho fatto. Non li valico, ma il piccolo cow boy, smanioso di saziare la fame dei suoi sensi, non può fare a meno di chinarsi per toccarne il metallo… per tastare il freddo acciaio delle rotaie. E così, incurante dei sentimenti (degli altri e di me stesso) mi trovo a giocare con le vite altrui… donando pezzi di me ma mai l’intero… per poi riprendermi i miei regali con la fuga… l’unica via di cui dispongo per tornare sullo stabile e paziente binario cui ho chiesto di sostenermi.

 

    Cercherò di non perdermi mai più in questi discorsi… così oziosi e per nulla concreti.

Non amo i giri di parole… non mi piacciono affatto.


~ Scritto da garlic86 | alle 10/11/2006 15:54 | commenti (18)



Post del: 07/09/2005
 

Interrompo provvisoriamente Il corpo di A per postare una mia creazione di un paio di anni fa:


Cappuccetto completamente composto con “C”

Coesisteva cittadella con cittadini che consideravano campi cospicuo compenso con cui crescere creature concette. Conviveva con codesti creaturina carinissima con capelli castano chiari. Colei che concepì codesta creò con cotone cappuccio color carminio, così che chiunque chiamava costei Cappuccetto. Cantando camminava cogliendo ciclamini, con cestino contenente cibi con cui corroborare comare consanguinea con capelli canuti; castagni complementando cipressi coprivano cielo corruscante; cinguettii creavano canzoni celestiali. Cattivo cane (credibile come coyote, contrariamente che come collie, considero!) camminando contro Cappuccetto, chiese che combinava constatando celatamente: “Che carne!”. Contatogli Cappuccetto ciò che commissionava, cagnaccio cupente cantò: “Ciao ciao Cappuccetto!”; concluso ciò corse celere contro casupola che conteneva comare. Cappuccetto continuava cammino, cogliendo ciliegie con cumino; contemporaneamente cattivone cenava con comare, condendola con coriandolo. Cappuccetto, compenetrando codesta casa, confuse cagnaccio con comare, ché colui copriva cagnesche cose con coltrone. Certamente capitò come con comare: cagnaccio cenò con creaturina, congiungendola così con comare. Cacciatore, che casualmente cospiciò ciò che combinavano, colpì cagnaccio con carabina; con coltello collise cagnesco colon contenente Cappuccetto con comare, che canticchiarono: “Cucù!”.


~ Scritto da garlic86 | alle 07/09/2005 23:37 | commenti (37)



Post del: 04/09/2005
 

    Ogni sera aveva tentato di dipingerne gli occhi, di fissarli entro una cornice che fosse degna di contenerli, ma, puntualmente il cielo aveva ruotato, mostrandogli quanto fosse vano il suo tentativo, e quanto poco si avvicinasse all’universo che gli empiva la mente. 

     Quando il calore del suo corpo non era con lui, ella era poco più di un’idea, un pensiero dai mille volti che era tutto e niente. 

     Che senso avrebbe cercare di disegnare la poesia, se essa è dolcezza o tormento, tranquillità o angoscia, un fiore o un sasso a seconda di chi la contempla?

     A era la sua poesia, chiamata in infiniti modi e vista con infiniti occhi, vita e morte in un solo, odoroso respiro.


~ Scritto da garlic86 | alle 04/09/2005 01:57 | commenti (19)



Post del: 03/09/2005
 

    Tutto era Musica, dentro e fuori i loro corpi. Egli poteva sentirla fluire attraverso le carni di A, mentre con avido tocco ne palpava la concavità della schiena velata di sudore. Essa era l’unica spettatrice ad avere la chiave della loro camera; e loro ne apprezzavano la compagnia e la discrezione. Permeava i muri, contemplando le loro movenze e scandendone i ritmi, giostrandoli con le sue mille mani invisibili.


~ Scritto da garlic86 | alle 03/09/2005 19:23 | commenti (2)



Post del: 26/08/2005
 

    Dalla finestra egli guardava la vita scorrere veloce nelle strade, e con essa il vuoto che perennemente la contraddistingueva. Quanto c’era di vero in quei falsi amori, quante ipocrisie malcelate, e quanti desideri inconfessati. Comparse in veste da scena immerse nella frenesia quotidiana, alla ricerca di sotterfugi sempre nuovi che salvassero la loro misera passione dall’apatia che l’attanagliava. 

     E le stagioni passavano… i cataclismi si susseguivano travolgendo i castelli di carta dei passanti, le fragili architetture che avevano eretto con tanta incerta premura, le loro effimere convinzioni. Tutto spazzava via il vento dei giorni fuorché l’odore della loro stanza, della quale lambiva le pareti senza riuscire a filtrare all’interno, lasciandoli indenni sulla loro isola solitaria. 

     Il Tempo aspettava paziente, conscio del fatto che più della furia dei suoi araldi avrebbe potuto il loro amore.


~ Scritto da garlic86 | alle 26/08/2005 22:04 | commenti (24)



Post del: 24/08/2005
 

Il corpo di A

     Il piacere maggiore era intaccare quella pelle bianca e perfetta, sollazzo delle sue dita bramose e dei suoi forti denti. Cessati gli ultimi fervori dell’orgasmo egli soleva ammirare non senza pentimento i rossi solchi incorniciati dalla tenera pelle imporporata, uniche inconfutabili prove che quel corpo era carne viva e non giada fredda e indifferente. Forse che le cose perfette non nascono unicamente per esser rovinate e contemplate poi con un briciolo di infantile rimpianto?
     Stringendola a sé lambiva con la punta della lingua le calde ferite da cui pochi istanti prima aveva estratto il liquido dal tenue sapore metallico, gioia dei suoi sensi, bramato con ancor più ferina e incosciente ingordigia a causa del carezzevole dolore che le unghie di lei, effimere armi di difesa, somministravano alla sua pelle.
     Si empiva le mani dei soffici capelli che in precedenza aveva tirato con violenza, e che, a gioco terminato, carezzava dolcemente, mentre ella premeva il dorso e le natiche contro il suo ventre, a chieder calore e conforto al suo aguzzino.
     Amava vederla contorcersi sotto i morsi brucianti del sottile laccio di cuoio nero, che ne segnavano la carne tesa e palpitante saltuariamente scossa da violenti singulti.
     Quando decideva di porre fine al dolce supplizio, ella lo fissava immobile, col mento alzato e le labbra che parevano scoppiare, rese gonfie e turgide dalle percosse.
     Egli contemplava la bestia che aveva ridotto in schiavitù, ancora straordinariamente superba nonostante le braccia legate dietro la schiena e le righe nere che ne segnavano le guance e ne tradivano il pianto.
     Dopo essersi saziato di quella vista sublime, le prendeva il viso tra le mani e con forza affondava i denti nelle sue deliziose labbra, e, insensibile ai gemiti, non cessava di tormentare quella carne calda e fremente se non quando le lacrime tornavano a scorrere copiose sulle guance di lei.
     Solo allora la stringeva a sé, riempiendosi le narici col suo dolcissimo profumo, e lei lo baciava avidamente, con gratitudine, affidandogli il suo stanco corpo e poggiando la fronte sulla sua.
     Il Tempo, che aveva spiato i due amanti sin dal primo peccato, deridendo con crudele ironia la necessaria evoluzione della loro vicendevole distruzione, avrebbe fatto sì che si divorassero a vicenda. Egli ne era convinto.
     D’altronde ogni tappa del loro amore cos’era se non l’inevitabile figlia della precedente?
     Non erano forse andati sin dal principio alla ricerca di torture sempre più dolorose e sublimi, salutandole dapprima con una timidezza che era andata via via scemando per lasciare il posto alla consapevolezza muta e complice che ora caratterizzava il loro legame?
     Cos’erano in fondo se non schiavi della primordiale affinità che univa le loro carni attraverso l’arcano linguaggio dei sensi, inconscio impulso che ne dominava le menti?


~ Scritto da garlic86 | alle 24/08/2005 22:10 | commenti (11)



Post del: 22/08/2005
 

Io lascio un bianco e torbido solco,
acque pallide, volti più pallidi,
dovunque io navighi
Flutti gelosi si gonfiano lungo le fiancate
per sommergere la mia traccia
Facciano pure, ma prima,
io passo

(H. Melville)


~ Scritto da garlic86 | alle 22/08/2005 18:28 | commenti (25)



Post del: 21/08/2005
 
156 visite in nemmeno due giorni??? Un record... un grazie soprattutto a  Free Fly, TearsOfBlood ed Eva per il numero spropositato di visite... non posso non nominarle prime fan ufficiali del mio blog (e faccio notare che in sostanza non ho ancora scritto praticamente niente di sensato... secondo me non appena comincerò a scrivere mi abbandonerete!)

~ Scritto da garlic86 | alle 21/08/2005 21:07 | commenti (12)

 
Come riempire lo spazio bianco lassù??? Si accettano consigli...

~ Scritto da garlic86 | alle 21/08/2005 15:12 | commenti (8)

 
Dunque, allora, dovrebbe essere tutto sistemato... ora devo solo aggiungere qualcosina all'immagine-titolo... ma cosa??? Anche la mia foto con lo sguardo verso l'alto sembra chiederselo... uhm...

~ Scritto da garlic86 | alle 21/08/2005 02:05 | commenti (8)